LE MACCHINE DEL TEMPO
Drammaturgia e regia Antonio Palese e Marco Panetta Scenografie a cura di Antonio Palese e Marco Pancetta Con Antonio Palese e Marco Panetta
Questa è la storia di Marino e Celestino, i figli del tempo. Marino e Celestino svolgevano un mestiere speciale: facevano il tempo. Proprio così, il tempo! Per farlo, usavano delle macchine particolari e ciascuna aveva una funzione. C’erano la macchina della pioggia, la macchina della neve, la macchina del vento, la macchina dei tuoni e tante altre macchine. Quando c’era da fare il tempo brutto, che anche quello serve alla natura, ecco che Marino e Celestino mettevano in moto le macchine e giù pioggia, grandine, tuoni e raffiche di vento: una vera tempesta! Quando c’era da fare il tempo bello, ecco che si levava un sole splendente, si alzava una brezza leggera, profumata del profumo dei fiori, e per tutto il mondo pareva di udire lo spumeggiante suono del mare. Tutti i giorni così, dal sorgere del sole al calar della notte.
Marino era il guardiano dell’acqua ed era capace di piogge scroscianti e salutari per la terra, di nevicate spettacolari, di fresche rugiade. D’inverno faceva cadere una dolce neve su tutta la terra che, fiocco dopo fiocco, la ricopriva interamente di un manto bianchissimo e candido e la gente passava ore ad ammirare meravigliata quel capolavoro della natura.
Celestino era il custode dell’aria e con questa era capace di far correre per tutto il mondo i più svariati tipi di venti. Il gelido e austero maestrale soffiava nelle notti d’inverno, mentre un delicato zefiro allietava le tiepide serate di primavera; i marinai, pur non avendolo mai visto, amavano il gentile Celestino e spesso, dal mare, si potevano udire voci e canti ringraziare quella misteriosa forza che soffiava sulle loro vele,facendole volare sull’oceano.
Tutti i giorni così. Marino e Celestino, i due figli del tempo, facevano splendere il giorno e brillare la notte. E, dopo aver finito di lavorare, si fermavano a guardare soddisfatti la loro opera e ammiravano il mondo da lassù, dove tutto appare più chiaro.
Accadde un giorno che…

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